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Scampoli di vita

Dio

I miei auguri di Natale per te

I miei auguri di Natale per te

Mia amata creatura, anche quest’anno ti scrivo e ti mando i miei più amati auguri di Natale per te, più attraverso gli eventi della tua vita quotidiana che non tramite questa lettera. Preferisco incontrarti lì nel tessuto delle tue cose di ogni giorno, dove la vita che ho disposto pensando a te si dispiega ora dopo ora, finché durerà il tempo. Conosco i tuoi pensieri e so come questo tempo ti trova. Ma mi piace di più se me lo racconti, se ti apri con me; ricordo quando, agli inizi della creazione…

La strada verso Casa

La strada verso Casa

Magari fosse così semplice, si disse tra sé un giorno quell’anima. Aveva percorso tante strade, dentro di sé, molte più di quelle che aveva fatto – fuori – con i suoi piedi. Perché lo sanno tutti che i piedi dell’anima possono fare tantissima strada in un istante, e portarti in posti dove mai il cuore potrebbe arrivare da solo. Ha bisogno di compagnia, lui. Ma soprattutto ha bisogno di arrivare a casa sua, lì dove tutto un giorno senza tempo è cominciato, nella mente di Uno che non non conosce separazione tra pensiero, volontà, azione e realtà. In Lui tutto è uno…

Una cosa in più

Una cosa in più

Oggi ho fatto un sorriso in più a un’anziana signora troppo intenta a seguire il suo carrello, e non importa se c’era traffico nella corsia del caffè e dei biscotti. Ho portato un po’ più di pazienza con quell’auto davanti me, in cui due vite indecise dovevano capire che fare nella vita con il volante, le frecce, e quella luce dello stop che sembrava stanca di dar retta al pedale del freno. Ho ascoltato con un po’ più di interesse le solite cose che in casa anche oggi due occhi familiari mi hanno raccontato, perché erano occhi che avevano voglia di comunicare…

Oltre il velo sottile

Oltre il velo sottile

Un giro della ruota dopo l’altro. Un metro dopo l’altro, il ritmo sempre uguale. Il solito percorso, eppure oggi così diverso, immerso in questo caldo come in una vasca che riceve la sua acqua dal sole, oggi così apparentemente impietoso e incurante del nostro mormorare. Non se ne fa niente della temperatura media, lui. A nulla serve sapere da quanto non ci asciugava così, e perché. Esiste per noi, ma ci dimentichiamo che lui sa quel che fa…

Coi piedi per terra e il cuore in cielo

Coi piedi per terra e il cuore in cielo

Questi siamo noi: un ponte meraviglioso, che poggia i piedi su un suolo che conosce la vita e la morte, il bene e il male, la gioia e il dolore, il lavoro e il riposo; ma sempre ha una gran voglia di fiorire, di slanciarsi verso l’alto perché niente di quello che è qui gli basta. Siamo segno animato di quello che la terra può fare, culmine di perfezione che fa dire alla materia fin dove può arrivare. Ma non è mai abbastanza. Custode vivente di uno scrigno fatto di spirito, che tutto governa con l’amore di chi sa che è casa sua…

Tirare il fiato

Tirare il fiato

Sentirsi come una pianticella un po’ avvizzita che non ha acqua a sufficienza, e china un po’ il capo perché ne vorrebbe un po’ di più ma non riesce più ad arrivarci, è ancora piccole e ha le radici corte. Oppure come quando cerchi di gestire giornate piene, che giocavi da bimbo e alla fine c’è solamente roba in giro; ma nessun adulto che ti rimette a posto i giochi per il giorno dopo; e forse non è stato nemmeno giocare quello che hai fatto questa volta…

Pulizie di primavera

Pulizie di primavera

Cantava sempre quando, in quel posto, faceva le pulizie di primavera. Certo lì la primavera era una stagione particolare, dove ciò che fioriva era diverso da quel che si vedeva in altri posti. e ogni giardino aveva fiori diversi, in numero infinito di specie. Il suo canto era particolare, accompagnava il suo lavoro e quasi sembrava fosse il canto ad operare, più che i gesti.

Lettera a mio Padre

Lettera a mio Padre

Mio caro Padre, ho letto la tua ultima lettera, e mi ha toccato nel profondo. La prima volta non sono riuscito a leggerla tutta, ho dovuto metterla da parte, e riprenderla più tardi, perché… sì insomma, sono un maschietto e certe cose non le dico. Ma forse a te dovrei; credo sia giunto il tempo che apra il mio cuore a te, e ti dica veramente quel che sento. Fino a prima della tua lettera, pensavo in fondo di condurre una vita normale, tutto sommato onorabile

Lettera a mia figlia

Lettera a mia figlia

Cara figlia mia, è un po’ di tempo che non ti sento. Perché non mi cerchi più? Ti vedo però che ti sei chiusa in te, circondata come ti senti dalle incertezze del mondo che vengono da fuori e da ansie del cuore che vengono da dentro. Da bambina tutte le sere ci parlavamo, tu mi raccontavi i tuoi dispiaceri, e i tuoi piccoli successi. E dicevi cose belle alla Mamma, a cui sai bene quanto bene voglio, e quanto si preoccupa per te.