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Scampoli di vita

Via Radegonda

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Te lo ricordi? Ora è anche a Londra, ma quando eri piccolo esisteva solo una vetrina in tutto il mondo. Ed era lì, vicino all’unico multisala del mondo civile milanese.

Era una regola non scritta: film e panzerotti. L’unica occasione in cui io, bambino, ero disposto perfino a fare ben dieci minuti di coda. Ed era sempre lunga, quale che fosse l’orario, ma il premio era lì, a quel bancone di legno scuro che sa di tradizione di famiglia.

Come facessero a sfornare un tale volume di fuoco a quel ritmo, lo sanno solo gli elfi domestici che lavoravano nelle cucine. E in un attimo (“fanno duemila lire, grazie”) l’avevi davanti. Caldo e minacciosamente pieno di materia prima alla temperatura di fusione. Pronto a tentare la fuga dalla parte opposta del primo morso. A prescindere. E stai sicuro che prendeva la punta delle scarpe. Se erano scamosciate, eri fatto.

E ora, grande solo nel corpo, capisci cosa significa avere un punto di riferimento, da raccontare, che come un buon amico non ti lascia mai.

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2 pensieri su “Via Radegonda

  1. Floriana

    Mmmhhhhh buoni!!! Oggi non li mangerei: farina di frumento raffinata, latticini, olio di frittura, sale… povero fegato! Però che buoni!!!

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