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Scampoli di vita

La potenza del vento

Ho messo la vita in pausa e mi sono fermato a guardare il vento. Ma il vento non si può vedere, mi dirai. Corretto, infatti ne vedo gli effetti.

Come per l’affetto, l’amore, la bontà, la gentilezza. Che non si vedono ma ci sono. E se lo sai è perché ne hai sperimentato o visto gli effetti, e se è su di te è meglio; e da allora nessuno ti deve più convincere della loro esistenza.

Gli omini che seguono il ventoLo sguardo a cercare il vento punta lontano, su quella montagna che ho davanti. Fermo tutto, dentro e fuori, e osservo. Qui vicino sento l’aria su di me, attraversa un buffo segnavento che quando gira l’elica due omini sopra si muovono e si affrettano a stargli dietro.

Più lontano guado con lo sguardo la valle come fosse fiume, risalendo dall’altra parte dove gli alberi sono sempre più piccoli, e arrivo al limitare del bosco (“ricordate ragazzi, dove finiscono gli alberi più o meno fanno duemiladuecento metri!” ci ripeteva un adulto da bambini). Lassù fa freddo, sicuro.

Più su, pareti di roccia su cui come dita informi fanno presa le prime nubi. Ancora più in alto il vento prende lo slancio dopo una corsa iniziata in paesi lontani, raccogliendo nel mentre ogni goccia d’acqua incontrata, destinata ad essere liberata qui, dopo aver girato più volte in un cielo con sempre meno posti liberi quasi gigantesco pentolone rimestato da mani potenti.

Solo quando il teatro del cielo è pieno, le poltrone tutte occupate, il sipario si apre, e restituisce l’acqua di vita di chissà dove.

E con il sole che fa capolino, un misterioso simbolo si mostra, suggello di promessa divina di antica memoria.

E vide che era cosa buona, mi pare che disse.

© Scampoli

La potenza del vento

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