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Scampoli di vita

Pensieri

A spasso nel tempo

A spasso nel tempo

Oggi ho preso quel sentiero del parco che mi conosce bene. Ho attraversato, insieme a lui, quello che è stato, è, e sarà. Sono ripassato con lui per tutte le impressioni, emozioni, fatiche, gioie e pensieri, fermandomi a bere a ciascuno di essi come a una piccola fonte, che ha irrigato e fatto crescere il tempo e lo spazio percorso. Alla fine, non ho saputo fare altro che alzare lo sguardo al cielo, e dire: “Grazie”. In silenzio.

Troppo pieno

Troppo pieno

Ti senti come quel secchio che di più non riesce a tenere dentro, come bimbo troppo piccolo per bere tutta quell’acqua. Ma ti è preziosa, non vuoi buttarla via. Così, l’hai affidata a mani preziose anch’esse, che ne avranno cura, perché è acqua buona, e altri germogli potrà far crescere. In te o altrove, chissà. Mio Padre ha le mani grandi grandi, ci sta tutta, sicuro.

Con il cuore tra le nuvole

Con il cuore tra le nuvole

Arriva quel giorno in ti senti come quella nuvola che annuncia il temporale; scura da sotto anche se ha il Sole da sopra. Volevi fare pioggia, rinfrescare un po’ magari, e hai scaricato grandine. Porta pazienza, anima mia, e cura che i tuoi chicchi ghiacciati almeno cadano nel mare, e non facciano del male a nessuno. Il temporale passerà, anche stavolta, e il Sole asciugherà per te la tua terra buona.

Il senso del dolore

Il senso del dolore

Stretto in una morsa tra lo stomaco e il cuore, un sospiro che sente solo chi lo vive sale dal cuore, dalla parte più profonda del tuo essere, cercando di capire il senso del dolore, come un fiato di vento, come l’ultimo filo di brezza prima che qualcosa succeda, o forse non succeda per niente; come una raffica di aria arida che asciuga un’anima già secca, o così a me pare. Come un’unghiata di vento freddo che non ti aspetti e che gela il pensiero, la parola, quella speranza. Una cosa per volta o tutte insieme, che fa più male ancora.

Non è mai abbastanza

Non è mai abbastanza

Ecco, sono riuscito a fare quella piccola cosa, era tempo che ci pensavo, ma non è mai abbastanza la decisione che si mette in queste cose. Oltretutto più che un gesto è una intenzione, quindi ancora più nascosta, ancora più un seme nella terra di cui potrò sentire le radici se lo coltivo nei piccoli gesti di ogni giorno.

Nel posto giusto al momento giusto

Nel posto giusto al momento giusto

Ho tra le mani un segno. Per tutti sarebbe un libro, per me è un segnalibro che si è infilato tra le pagine dell’anima, a ricordarle sempre che quando il momento arriva, nulla può impedire a Chi ha deciso che qualcosa, pensato dall’origine del tempo, accada nel posto giusto al momento giusto. Viviamo in una reatà che ci appare ostaggio di un caos capace solo di generare sconforto e sfiducia, sopraffazione e stanchezza. A volte

2500 – Come un seme nascosto

2500 – Come un seme nascosto

Osservo da lontano questa pianticella, che come un seme nascosto da qualche tempo vive come un giardino che il padrone visita, di tanto in tanto, per vedere se è tutto a posto. Eppure – piano piano – cresce, e qualche passante, incuriosito da tanto silenzio, mette il naso dentro, e si chiede se ci abita qualcuno oppure no. Grazie a tutti i passanti che lasciano un segno, qui o nella pagina FB, che è giunta alla quota di 2500 (duemilacinquecento) apprezzamenti.

Una storia che prende forma

Una storia che prende forma

Giorno dopo giorno vivo una storia che prende forma, un progetto ignoto mi si svela dinnanzi, ma poco; un velo di nebbia che sempre si alza solo sull’oggi, domani non so. Giunta ancora è la sera, ed osservo la strada già fatta, e domando al mio cuore: “che sai, tu, ch’io non so e non conosco?”. Ma risposta non sento, di voce, né di pensiero, forse un’ombra…