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Scampoli di vita

Uno spirito più vero del reale

Ascolto la voce del mio spirito mentre risuona nel non-luogo dove sono stabilmente, dovunque io stia nel creato, mentre il pensiero gioca a visitare tutti i suoi possedimenti, portandomi con sé in un viaggio dove il tempo è solo un intralcio, e il mondo che mi circonda un tenue colore di fondo o una leggera colonna sonora che accompagna quel meraviglioso film in cui mi trovo; ognuno una storia, ogni giorno un episodio.

A volte mi sembra quasi di toccare con mano le pareti della mia esistenza, mentre con mani incorporee tasto incuriosito i confini del mio pensiero, per capire se può spingersi più in là, dove un tenue raggio di luce filtra di sotto una porta che non vedo. Ombre passano, forse voci parlano, il mio nome pronunciato (in un sogno?) da una voce che non parla ma dice.

Cerco di osare, ma non posso; vorrei far di più, ma stanchezza mi coglie; mi propongo, ma non riesco; sento di essere abitato da inclinazioni le più diverse, ma che non riesco a governare. Penso alla vita che passa, e mi chiedo cosa rimane, a cosa porta.

Non sono più sicuro che la vita vera sia quella del mio corpo, così segnato dai suoi limiti e imperfezioni, così facile a farsi guidare da istinti che non sempre sono per il meglio, e così restio a rinunciare a ciò che per natura pretende. Sento il tempo incidere nuova storia in lui, mentre forse inconsapevole racchiude uno spirito di vita che lo muove, chiamato con le sue facoltà a custodirlo insieme al creato che lo ospita. Dietro quelle pareti al confine del pensiero, mi pare addirittura di sentire la Storia che verrà, oltre il tempo, oltre lo spazio, dentro l’amore.

Credo proprio che dovrò arrendermi all’evidenza che nasce dal silenzio di uno spirito più vero del reale.

© Edmondo F.

Uno spirito più vero del reale

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