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Scampoli di vita

Un regalo da scartare

Quando sento la vita che mi abita più del solito, e mi accorgo di me perché il mondo mi tocca l’animo attraversando il corpo come fosse fatto di vento e levo al cielo un silenzioso grazie perché vivo, non mi importa più se quel che è successo mi ha intenerito o ferito, fatto gioire o intristire.

Vorrei poter esaurire una volta per tutte quel grido silenzioso che si leva da dentro, che dimora in un angolo nascosto eppure mi percorre dovunque, e con voce inesprimibile chiede di esser tirato fuori e liberato dal silenzio dell’indifferenzza verso me stesso; ma più lo cerco e più si nasconde, per farmi giocare ancora a cercarlo.

Accorgiti, mi dice con insistenza mentre dimora affettuoso in me, e mi sprona a non essere mai pienamente soddisfatto di niente che non sia, semplicemente, un amore indefinito; no, infinito. Per la gioia, le tristezze, le speranze, le scoperte, i fallimenti, i successi, le cadute, gli affetti, gli amici; ma soprattutto perché sono stato regalato a me stesso.

© Edmondo F.

Un regalo da scartare

6 pensieri su “Un regalo da scartare

    1. Eddy

      Grazie per essere passata per di qua. Sono passato a trovarti; e hi scoperto un giardino di cuore e poesia. Buona Pasquetta..

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