Crea sito
Scampoli di vita

anima

Si chiude il sipario

Si chiude il sipario

La sera avanza e conquista come le onde di marea gli ultimi metri di tempo rimasto, con l’indifferenza di chi sa che il tempo passa una volta sola. Così, come lo spazio tra le tende del sipario, si ritira in buon ordine il tempo estivo, guardandoti con un volto di chi sta facendo semplicemente il suo mestiere. Non ci posso far nulla – sembra dire mentre piano mette via le sue cose, come fa quel negozio la sera, perché ogni giorno si ricomincia, ed è meglio se si ricomincia con ordine…

Una vera meraviglia

Una vera meraviglia

Non te lo spieghi, non capisci perché; non è chiaro quali corde vada a toccare quella cosa che vedi, quel paesaggio in cui sei immerso, quel dettaglio qualunque. Ma sai che è davvero una meraviglia. È come una mano invisibile che tocca le corde di uno strumento che non sapevi di avere dentro. Le corde vibrano, una musica nasce. Come un suono che si diffonde in te, ascolti un dolce canto che ti costringe a stare lì, perché vuoi sentirlo ancora, perché ti regala pace, perché ti porta in un altro mondo. Eppure è solo una cosa…

Oltre il velo sottile

Oltre il velo sottile

Un giro della ruota dopo l’altro. Un metro dopo l’altro, il ritmo sempre uguale. Il solito percorso, eppure oggi così diverso, immerso in questo caldo come in una vasca che riceve la sua acqua dal sole, oggi così apparentemente impietoso e incurante del nostro mormorare. Non se ne fa niente della temperatura media, lui. A nulla serve sapere da quanto non ci asciugava così, e perché. Esiste per noi, ma ci dimentichiamo che lui sa quel che fa…

Pulizie di primavera

Pulizie di primavera

Cantava sempre quando, in quel posto, faceva le pulizie di primavera. Certo lì la primavera era una stagione particolare, dove ciò che fioriva era diverso da quel che si vedeva in altri posti. e ogni giardino aveva fiori diversi, in numero infinito di specie. Il suo canto era particolare, accompagnava il suo lavoro e quasi sembrava fosse il canto ad operare, più che i gesti.

Il senso del dolore

Il senso del dolore

Stretto in una morsa tra lo stomaco e il cuore, un sospiro che sente solo chi lo vive sale dal cuore, dalla parte più profonda del tuo essere, cercando di capire il senso del dolore, come un fiato di vento, come l’ultimo filo di brezza prima che qualcosa succeda, o forse non succeda per niente; come una raffica di aria arida che asciuga un’anima già secca, o così a me pare. Come un’unghiata di vento freddo che non ti aspetti e che gela il pensiero, la parola, quella speranza. Una cosa per volta o tutte insieme, che fa più male ancora.

Lettera a mia figlia

Lettera a mia figlia

Cara figlia mia, è un po’ di tempo che non ti sento. Perché non mi cerchi più? Ti vedo però che ti sei chiusa in te, circondata come ti senti dalle incertezze del mondo che vengono da fuori e da ansie del cuore che vengono da dentro. Da bambina tutte le sere ci parlavamo, tu mi raccontavi i tuoi dispiaceri, e i tuoi piccoli successi. E dicevi cose belle alla Mamma, a cui sai bene quanto bene voglio, e quanto si preoccupa per te.

Come un piccolo mondo

Come un piccolo mondo

Eppure lo sai che sei come un piccolo mondo, per me. Il bene che ti voglio non posso pesarlo o misurarlo, ma se stai attento a notare quel che faccio per te, te ne accorgerai. Purtroppo a volte sei così preso nelle tue piccole cose, nemmeno fossero la fine del mondo, che di nient’altro ti rendi conto. Ti vedo mentre sei dedito alle tue mansioni…