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Scampoli di vita

L’eredità di un incontro

Navigo con il pensiero nel territorio che la memoria ha recintato, e ripenso a un incontro passato, che come ninnolo ordinatamente riposto ritrovo ogni volta che passo per quella storia.

Il mare delle emozioni che sempre spero di ritrovare sostiene anche questa volta una fragile barchetta mentre percorro i ricordi, le parole, i gesti, le cose dette, quelle accennate e quelle appena pensate.

Il vento dell’immaginazione che prende vita con la narrazione dell’anima mi rinfresca là dove nulla può arrivare che non sia pulito, luminoso e caldo.

E ancora ringrazio il mio cuore che tutto ha riposto là dov’è il suo tesoro delle cose preziose, e rivivo ancora gli stati d’animo che da allora mi sono stati regalati e che sopravvivono in me, riponendoli con cura al loro posto, dove saranno ancora.

Passo e ripasso per quelle strade, ascolto ancora e di nuovo la storia che è stata, calmando la sete di un’anima che non vive di solo pane.

L'eredità di un incontro

Un pensiero su “L’eredità di un incontro

  1. fausto

    SERA

    di Fausto Corsetti

    C’è un tempo unico, speciale, diverso nel quale più facilmente tornano alla mente pensieri, volti, memorie, nomi e vissuti, che altrimenti restano sopiti nel lento scorrere del tempo e delle stagioni…
    Alla sera, nella vivacità di un mondo dinamico e non facilmente controllabile nelle altre ore del giorno, in perfetta solitudine, abbiamo l’ occasione, la fortuna di ritrovare noi stessi. Ritrovarsi, riscoprirsi lasciandosi precipitare nel vuoto, nel silenzio.
    Lo sguardo si muove sicuro su percorsi familiari. Cade, per caso, su un tavolinetto sistemato in un angolo, accanto alla finestra. E’ letteralmente ricoperto di fotografie, di tempi passati e recenti, alcune racchiuse in raffinate cornici d’argento, altre semplicemente appoggiate . La mente rimesta tra i ricordi, quasi annaspando a caso dentro a un vecchio baule, mentre tornano vivi, vicini, presenti nomi precisi, familiari, impressi a chiare lettere su un mondo di cose che tornano a vivere e appaiono quelle di sempre.
    Le foto appartengono alla identità, alla storia di una persona; cementano la sua quotidianità, la orientano verso il futuro, infondendo equilibrio, e quella misteriosa preziosa sicurezza, che appartiene a coloro che amano il proprio passato, fatto di piccole e grandi vicende, che hanno aiutato a crescere, a cambiare, insomma a diventare quello che ora siamo.
    Il cuore e la mente si affollano di incontri e di ricordi diventati remoti, ma improvvisamente resi presenti da oggetti, sapori, colori che sembrano, in verità, non essersi mai allontanati.
    Tutto torna lucidamente presente, come se la linea di confine del più remoto passato fosse custodita solo dallo spazio di una notte. Tutto vicino, come fosse accaduto ieri.
    Sembra di sognare. Pare di stare in un mondo altro, che viene dal passato, da molto lontano, ma che diventa capace di ridare vita, presenza, verità a cose, a situazioni che sappiamo non possono tornare.
    La poltrona: barca in un mare di emozioni.
    Sensazioni paragonabili a un momento di bonaccia, quando la distesa liquida è calma, le vele sono raccolte, il dondolio invita al torpore. Prendersi cura di se stessi e lasciare da parte l’agire per concentrarsi sulle proprie sensazioni, far sì che esse possano nascere da desideri nuovi che possano rigenerare la persona attraverso piccole cose dimenticate. Così la barca diventa una culla, le onde sono le braccia materne che inducono al riposo, si può riscoprire il piacere del sole caldo sulla pelle, imparare a vivere momenti di pausa che non sono di inezia e di noia, ma di intenso rapporto con se stessi.
    E’ un tempo magico quello che concediamo a noi stessi. Una stanza inviolabile. Un diario segreto. Uno spazio incredibile, da dove riemerge, come da una fonte profonda, una energia indicibile, capace di rimettere in piedi una giornata che appariva ormai conclusa. Non è tempo rubato, ma un tempo dedicato, riservato, esclusivo, indispensabile. Garanzia di verità.
    Nelle profondità del pensiero, nulla si improvvisa: tantomeno le cose che contano. I dettagli vanno notati e ascoltati. Lì, in quelle profondità, nasce e si fa strada la voglia di ricominciare: lì ogni cosa trova il suo nome, ogni nome il suo volto, ogni volto il suo cuore, ogni cuore il suo cammino.
    Servirà, tutto servirà per il nuovo giorno.

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