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Scampoli di vita

Cuordipietra Famedoro

Se a qualcuno è capitato di passare dalle parti del mondo Disney dei fumetti, ricorderà l’avversario storico di Paperone, noto per la durezza del suo cuore (non che De’ Paperoni fosse tenero). L’aggravante di Famedoro era la mancanza di quel po’ di umanità che colorava di umorismo il suo avversario.

Al vederlo, vien desiderio di cambiargli cuore. Togliere da lui il cuore di pietra, e dargli un cuore di carne. So che sa di già sentito, magari tra un attimo ti verrà in mente da dove viene quest’ultima frasetta, ma qui lascio in sospeso.

Credo sia desiderio diffuso, anche se è tra quelli meno detti. Nasce dal sentire che i momenti in cui diamo il peggio di noi, sono figli di quella pietra, che solo quando sta in questo luogo è fuori posto, considerato che altrove regge costruzioni. Lo vediamo anche fuori di noi che se questo cuore non pompa ossigeno per noi, non lo fa nemmeno per chi ci sta vicino. Sappiamo bene di essere fatti per il Meglio.

Non esistono chirurghi (su questa terra, certo) capaci di un simile trapianto, ma il decorso parte senz’altro dal desiderio. Di un cambio, di una conversione di rotta. Per regalare a chi ci sta caro un po’ di ossigeno. Per far spirare un vento nuovo che partirà da noi, fosse anche una brazzolina leggera, non è detto neppure tutti i giorni, ma che vuoi, queste operazioni sono difficili.

È un po’ come il discorso del sale, ma questa è un’altra storia.

Cuordipietra Famedoro un cuore da cambiare

4 pensieri su “Cuordipietra Famedoro

  1. Floriana

    Non posso fare a meno di riflettere su me stessa che pensa alle migliaia di persone disperate che approdanoin Italia ormai da anni. Da un lato invoco regole condivise e rigoroso rispetto (la confusione, le malattie, la povertà, il dover reagire in emergenza senza possibilità alcuna di pianificare -sono ingegnere, ricordi?- tutto questo mi fa paura) dall’altro lato invoco umana compassione (non pietà, compassione). Da un lato temo che l’umana compassione possa essere fraintesa e confusa con debolezza politica del mio vilipeso Paese,dall’altro mi dico che il giudizio altrui non riguarda chi, mosso da un cuore ben più grande del mio, chiude le orecchie alle critiche e apre le mani..
    Perché la “giustizia” (non la legge, lagiustizia), che la mia mente invoca, stavolta fa rima con egoismo?

  2. Edmondo Autore dell'articolo

    Risposta impegnata, vedo. Fa riflettere molto anche me questo sottile confine tra giustizia e compassione, che non è mai chiaro dove mettere. Soprattutto in questi giorni dove si fa un gran parlare, ci si straccia le vesti a fronte delle disgrazie, ma quando è il momento di decidere nessuno si prende responsabilità. Sanno tutti quello che “sarebbe giusto”, ma fare di conseguenza imbarazzerebbe. Questa è l’impressione che ho io. E’ il motivo per cui imbarazzerebbe che è segnale indicatore di come siamo fatti. Ci portiamo dentro qualcosa, noi abitanti di questo vilipeso Paese. Se fosse toccato a me attraversare mezzo continente? Forse, nel dubbio, è meglio sbagliare per misericordia. Non c’è la risposta giusta, mi sa.

    1. Floriana

      Sbagliare per misericordia, dici? Sì, è senz’altro una bella teoria. Ma: e le conseguenze? Possibili, per carità, non certe, però possibili sì. Io ho due figli, un maschio di 13 anni e una bambina di quasi 12: pagheranno loro le conseguenze di questo “sbaglio per misericordia”? Hai sentito parlare del partito politico belga (partito politico, non movimento di opinione, non gruppuscolo di forsennati!) chiamato “Sharia for Belgium” ? No? In alcuni comuni siedono già in consiglio e non si parla di buchi di paesi minerari del sud povero del paese, no, si parla di Anderlecht, prima periferia di Bruxelles. E ci sono movimenti analoghi in Francia (c’è un paesotto nel sud ovest, nel quale è consigliato tenere un velo in borsa perchè, sai, in certi quartieri meglio non passeggiare a capo scoperto) e in GB.
      La paura non è mai una buona consigliera, la cautela invece sì: dov’è il confine?
      Saluti Edmondo, buona settimana di lavoro!
      PS: ma tu vivi connesso???

  3. Edmondo Autore dell'articolo

    No, fortunatamente non vivo connesso. Coincidenze. Come darti torto? Sono del parere che non ci rendiamo conto che stiamo svendendo il nostro patrimonio culturale in nome di una malintesa tolleranza. Che succede se in quei paesi cerco anche solo di andare a messa? Spero ci renderemo conto di una corretta applicazione del principio di reciprocità non è né indifferenza né egoismo. Correttezza semmai. Ma l’argomento è veramente ostico per me. Buona settimana anche a te!

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