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Scampoli di vita

Con il sudore del tuo volto

Echi di parole lontane, che già dalla Genesi sembrano ricordarci ogni giorno, mai ce ne fosse bisogno, che il pane quotidiano conquistato con il lavoro raramente è in discesa. Anzitutto averlo. Magari da conquistare quotidianamente, da mantenere come una piantina con cura. Lo so, a volte con le spine, che più lo stringi e più fa male. Non puoi far senza, lo vorresti diverso, ma soprattutto più a contatto con le tue fatiche, così che puoi vedere e sentirti soddisfatto di ciò che è uscito da te, e in cui ti riconosci.

A volte già arrivare è metà della fatica, se la conquista è lontano da casa; e se sei tra i fortunati che hanno vinto la coda nel traffico, arrivi già carico di aspettative di vendetta sul genere umano. Pronto a rovesciare sul primo “come va” nel quale inciampi la litania di trappole che la giornata ha già disseminato contro di te, perchè ti senti le spalle già cariche del piccolo tratto di vita fatto finora. E come darti torto.

Anche oggi vorresti fermarti in quel piccolo bar dove musica soffusa si scioglie insieme allo zucchero in un caffè che è il punto e a capo di quanto successo finora, ma no, oggi non riesco. Peccato.

Questo piccolo mondo antico pieno di ogni genere di dinamiche umane che ti si para davanti, ti accoglie invece con un meravigliosa bevanda partorita dopo la consueta coda mattutina (lo sapevo, chiavetta scarica e sono senza monete); e sfiati la pressione interiore partecipando allo stato d’animo altrui. Anche oggi però ti vien da pensare a quella persona che non ha tutto questo, e ancora lotta per il minimo, e vorresti poter fare qualcosa, perché è questione di dignità. E come ti sembrano piccole al confronto le grandi questioni che scuoteranno gli animi fino a stasera.

2 pensieri su “Con il sudore del tuo volto

  1. Floriana

    Sembri ringraziare ogni volta che scrivi due righe. Qualcuno ringrazia mai te per le cose che fai, per il tuo lavoro quotidiano, per le tue riflessioni? Ma forse tu sei una di quelle rare persone che non hanno bisogno di riconoscimenti esteriori perché profondamente consapevoli di sé e del proprio valore…

    1. Edmondo

      Addirittura? Grazie… Il paragone che posso fare, è di sentirmi come un lago la cui acqua se fatta stagnare non produce nulla. Ha bisogno di scorrere. Dove arriverà non lo so. Io la consegno al fiume.

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