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Scampoli di vita

Alta marea

Sono qui ad attendere. Lo sanno tutti che l’alta marea è causata dalla luna, ma questa luna è davvero particolare. Come questa marea. Così anche questo mare, e quest’acqua, che sembrano non essere di questo mondo, sono diversi. Se ti immergi nel mare è solo la pelle a bagnarsi; ma quest’acqua, ti bagna dentro. Non è un’inondazione, di quelle che passando lasciano macerie, allagano tutto, portano via quello che incontrano e rovinano i raccolti. Ma mettono alla prova, anche se non vorresti.

Lo sanno tutti che ai margini dell’oceano la marea avanza rapida, e dove prima c’era secco, in un momento c’è lago; dove era acqua, ora c’è profondità; dove prima non nuotavano creature, ora il mare porta altra vita, altre forme, colori. Dove prima si vedeva il fondo, ora si ammira il blu intenso che nasconde i suoi tesori, mentre una successione di onde riempie di sé spazi sempre più ampi, al di là della spiaggia, oltre quella siepe che sembrava proteggere con le sue piccole foglie un giardino di vita e di abitudini.

Chissà cosa sarà successo lì, sotto quell’acqua che mi bagna dentro e fuori, e che mi ha sorpreso un po’ distante dalla riva, mentre su uno scoglio cercavo di arrivare con lo sguardo, il pensiero e il cuore fino a quell’orizzonte che unisce il cielo e la terra in un abbraccio di colori, lì dove ogni mattina la terra regala al cielo il sole, ed ogni sera il cielo restituisce al suo riposo di fuoco la luce che ci ha illuminati; lì dove spero si nasconda il senso della vita.

Non so cosa lascerà questa marea; non ho inventato l’acqua, il mare, la luna, la terra. Come piccola pedina su una scacchiera fatta di anime, vivo la mia prossima mossa senza pensarci. Perché tutto questo non è strategia, né calcolo; è solo vita, e va bene così. E mi piace così, perché ogni cosa ha senso, anche l’alta marea. Come faremmo senza.

Eppure c’è qualcosa di diverso nei colori; forse sono tutte le conchiglie che la corrente ha depositato a riva a riposare, con le loro forme diverse, quasi un regalo per averci scomodato con le sue onde. Mentre ne osservo una, mi ricordo quando da piccolo mi raccontavano che ci si poteva sentire il rumore del mare.

© Edmondo

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